Accompagnamento valutativo

Accompagnamento valutativo

Scopo principale dell’accompagnamento valutativo è quello di sviluppare l’implementazione di un dato “evaluando” agendo insieme a coloro che lo stanno progettando, gestendo e realizzando (pur nel rispetto dei reciproci ruoli). Si tratta, in buona sostanza, di valutare a tutto tondo lo sviluppo di uno specifico evaluando tenendo conto di tutte le risorse e di tutti i vincoli di uno specifico contesto. Attraverso l’accompagnamento vengono prodotte in modo collaborativo capacità valutative, viene minimizzato il rischio di insuccesso e viene massimizzato il reale utilizzo della valutazione e dei suoi “prodotti” da parte di tutti gli utilizzatori attesi.

Altre denominazioni

Developmental evaluation (M.Q. Patton). Per alcuni è sinonimo di attività di facilitazione e di affiancamento. Per altri è da ritenersi un tipo di valutazione formativa o anche una empowerment evaluation.

Descrizione

L’accompagnamento valutativo è il processo attraverso il quale la competenza del valutatore viene applicata all’interno dei sistemi di attività  finalizzate alla ideazione, progettazione. implementazione, gestione e realizzazione di progetti, programmi e politiche (o altri tipi di evaluando). Si tratta di una relazione di partnership con i diversi attori che sono ingaggiati nello sviluppo del progetto, che vede il valutatore come parte attiva del programma. Il suo ruolo è quello di porre questioni valutative ed aiutare i clienti e i partner di progetto ad ottenere i necessari feedback . Questo tipo di valutazione più che un modello è un sistema relazionale basato su uno scopo condiviso: quello dello sviluppo e del miglioramento costante del programma o progetto (o di qualsiasi tipo di evaluando). Può durare per l’intera durata del programma e può anche non comportare alcuna forma di rapporto documentale (come richiesto invece per la valutazione sommativa). L’accompagnamento valutativo risponde alla esigenza di anticipare la nascita dei problemi piuttosto che affrontarli quando questi si sono manifestati: in particolare aiuta ad evitare tutte quelle criticità che si manifestano drammaticamente quando un programma o progetto viene pensato e disegnato a prescindere dal concreto contesto di implementazione, dalle conoscenze, dalle competenze, dai pregiudizi, dalle aspettative dei beneficiari e dei soggetti coinvolti nella realizzazione, dalle percezioni che ne hanno i vari portatori di interesse.

Approccio

L’idea di accompagnamento valutativo che trova nei lavori di M.Q. Patton (oltre che di D.M. Fetterman, E.Guba e Y.S.Lincoln) un autorevole riferimento pone al centro dell’interesse l’uso della valutazione, l’apprendimento, il cambiamento, la costruzione di capacità valutative da parte dei soggetti coinvolti, la collaborazione, l’attenzione ai diversi portatori di interesse, l’importanza delle pressioni politiche e delle questioni etiche. Diversamente dagli approcci hard che teorizzano la distanza e l’indipendenza del valutatore dall’oggetto valutato, qui, il valutatore fa parte a pieno titolo del team di progetto con il quale lavora a stretto contatto. Il processo di accompagnamento valutativo prende solitamente avvio con l’inizio del progetto o del programma e lo accompagna fino alla sua conclusione e oltre. In questo processo che si ribadisce essere opposto rispetto a quelle metodologie che teorizzano l’indipendenza dell’osservatore/valutatore rispetto all’oggetto da valutare, possono essere utilizzati tutti i metodi e le tecniche messe a disposizione dalla ricerca sociale: se non è escluso a priori neppure l’uso di disegni di ricerca sperimentali, particolarmente importanti sono però gli strumenti qualitativi che consentono di valorizzare la specificità dei punti di vista, la collaborazione, la partecipazione, l’apprendimento.

..se si valuta in contesti complessi, come ad esempio quelli dell’innovazione sociale, sono necessarie strategie adeguate a riconoscere e valorizzare la complessità

Particolarmente interessanti per sviluppare buoni processi di accompagnamento valutativo sono le metodologie che sono state sviluppate negli approcci denominati rispettivamente “valutazione focalizzata” (Patton M.Q., Focused evaluation),   “indagine elogiativa” Cooperrider D., Appreciative Inquiry) ed  ”empowerment evaluation” (Fetterman D.M.). La ricorsività delle procedure di intervento, la negoziazione, la riflessione costante e sistematica sulle informazioni che emergono da un processo valutativo composito (ma sempre ben strutturato in un chiaro disegno) sono tese a generare il commitment (impegno connesso al raggiungimento di una missione collettiva) dei partecipanti.

L’accompagnamento valutativo, che si fonda su una idea relazionale e condivisa di sviluppo di uno specifico evaluando, è molto centrato sui bisogni specifici di target particolari (anzichè sugli obiettivi dichiarati); esso richiama costantemente a prestare attenzione ai cambiamenti attesi, ad indagare gli assunti che collegano il cambiamento alle azioni che dovrebbero produrlo; suggerisce di indagare relazioni  attraverso il ricorso a semplici modelli logici finalizzati ad esplicitare i meccanismi causali che troppo spesso non sono esplicitati.

Campo di applicazione

L’accompagnamento valutativo è particolarmente utile nel settore dei servizi sociali e dello sviluppo locale per valutare (accompagnare lo sviluppo) di programmi e progetti.

Cosa fa il valutatore

E’ una guida, un facilitatore e un accompagnatore che fa parte del team di progetto o di programma e partecipa al suo disegno e alla sua implementazione. E’ un consulente che interroga e aiuta a trovare buone soluzioni. Durante il processo pone ai partecipanti tutte le “domande tipicamente valutative” con lo specifico obiettivo di generare un apprendimento sul campo finalizzato a migliorare il disegno, l’implementazione del progetto, la sua rendicontabilità, e la sua efficacia rispetto allo scopo e la sua coerenza con i valori dichiarati. Spesse volte il valutatore lavora anche per rafforzare le competenze e potenziare specifici gruppi di partecipanti al programma.

Domande chiave

La capacità di porsi e porre buone domande è straordinariamente importante nell’accomapagnamento valutativo. L’essere di fatto partecipe del team di lavoro che sviluppa l’evaluando obbliga il valutatore ad un ruolo che richiede particolare sensibilità relazionale oltre che particolare competenza valutativa. Infatti, l’esperienza mostra che esiste un rischio fondato di commistione di ruoli se il valutatore non riesce a mantenere fermi i confini della sua azione che in nessun caso può surrogare il ruolo della direzione o, al contrario, venire schiacciato da questa.

Il punti di vista della committenza e delle audiences

In che modo potete aiutarci a sviluppare al meglio il nostro progetto? Possiamo essere aiutati ad interpretare seriamente e correttamente i feedback che riceviamo? Quali domande dobbiamo porci riguardo a certi specifici tipi di problemi? Le cose stanno procedendo bene?

Il punto di vista del valutatore

Come contrattare il proprio ruolo rispetto alla committenza? Come definire il proprio ruolo nel team di lavoro? Quale è la migliore strategia per questo progetto? Quale può essere il disegno migliore? Quali sono gli scopi e gli obiettivi dichiarati deal progetto? Quali bisogni si stanno perseguendo realmente? Quali sono i cambiamenti che dovrebbero manifestarsi o che sono desiderati rispetto ad un specifico target di clienti e/o di beneficiari? Quali processi conviene sviluppare per migliorare il progetto? Quali criteri e quali standard sono stat usati per disegnare questo programma? Si sta tenendo conto dei legittimi interessi di tutti gli stakeholders? Quali tra questi sono più importanti ed influenti? Quali sono favorevoli e quali contrari al progetto e/o alla valutazione?  Quali sono i pubblici, le audiences destinatarie del “prodotto” valutativo? In che modo rapportarsi con stakeholders e audiences? Quale dovrebbe essere l’uso della valutazione? Quali le aspettative dei diversi stakeholders? Quali strumenti conviene usare alla luce dei vincoli e delle risorse presenti? Quali informazioni possono sostenere una argomentazione invece di un altra? Per quali motivi si manifestano specifici problemi? Come possono essere affrontati?

In che modo sviluppare l’impegno e la partecipazione dei partecipanti? Come aiutare a mantenere la rotta senza essere invasivi? Come mantenere buone relazioni nel pieno rispetto del ruolo e dell’etica del valutatore?

Avvertenze e raccomandazioni

Secondo alcuni critici che hanno sposato approcci quantitativi, centrati sulla logica sperimentale, le azioni di accompagnamento valutativo non sono da considerare valutazioni in senso proprio poiché non rispondono  a quesiti causali e non offrono garanzie adeguate di riproducibilità. Semplicemente esse utilizzano una logica differente, costruttiva e collaborativa finalizzata al miglioramento e all’apprendimento piuttosto che alla mera misurazione “oggettiva” di variabili. Resta inteso comunque che la realizzazione di un buon accompagnamento valutativo trae grande giovamento (e di fatto non può prescindere) dalla esistenza di buoni sistemi gestionali e informativi in grado di presidiare la realizzazione del programma.

Riferimenti & risorse