Tecniche e metodi

Come usare i metodi delle scienze sociali per conoscere, affrontare e risolvere i problemi concreti di organizzazioni, comunità, territori, piani e politiche?

 

 Il segreto è quello di avere buone teorie, di padroneggiare un’adeguata base concettuale e di usare in modo competente metodi, tecniche e strumenti consolidati

 

Il vantaggio è quello di compiere azioni e di produrre, elaborare e usare informazioni attraverso pratiche condivise da una comunità che usa approcci scientifici che per loro natura consentono la discussione aperta e il mutuo apprendimento.

 

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Non si può fare ricerca sociale, valutazione, consulenza strategica, animazione sociale in assenza di adeguati strumenti, metodi e tecniche codificate. La loro conoscenza e il loro corretto uso  sono condizione imprescindibile per sviluppare interventi di qualità che possano – quando necessario – garantire l’ispezionabilità dei dati e delle procedure utilizzate, garanzia sulla quale si regge ogni discorso che tenti di essere se non scientifico almeno rigoroso. Il dominio di questi strumenti consente anche un salto di qualità nella gestione di progetti complessi e nei processi di innovazione sociale. 

Le tecnologie digitali sempre più diffuse e pervasive hanno consentito, e ancor più consentranno in futuro, un deciso salto di qualità nella ricerca sociale; da un lato molte tecniche sono state digitalizzate ed automatizzate almeno in parte, con decisi guadagni in termini di efficienza: basti pensare alle modalità di analisi dei dati, alla possibilità di svolgere sondaggi on line, alle modalità di trattamento dei dati testuali ed audiovisuali per non citarne che alcune. Queste semplificazioni sono spesso andate a detrimento della qualità poiché ognuno, a prescindere dalle competenze che possiede in termini tecnica e metodo di ricerca, è oggi in grado di avviare una raccolta di informazioni (ad esempio un piccolo questionario) usando una delle tante app disponibili gratuitamente sul mercato (basti pensare alla suite di strumenti messa a disposizione da Google). Dall’altro lato tuttavia le tecnologie digitali hanno rappresentato una assoluta novità – in via di veloce sviluppo – che va ben oltre questi aspetti piuttosto banali. Ogni giorno infatti miliardi di persone connesse ad internet attraverso i propri devices  forniscono spontaneamente informazioni personali al sistema relative a preferenze, scelte, consumi e comportamenti. Inoltre un numero infinitamente più grande di dispositivi e sensori connessi nel cosiddetto Internet delle Cose (IOT) forniscono ulteriori informazioni che poco alla volta vengono collegate ed interconnesse (si pensi a titolo di esempio ai dispositivi di videosorveglianza, ai circuiti del pagamento elettronico, ai navigatori satellitari, ai sensori ambientali ed indossabili). Questa enorme massa di informazione che in sintesi estrema costituisce la base del fenomeno “big data” rappresenta il deposito cangiante e sempre crescente al quale applicare formidabili algoritmi di calcolo per estrarre ogni tipo di informazione. Un fenomeno che non ha precedenti nella storia e che non può che incidere profondamente anche sulla ricerca sociale.

A fronte di questo se attualmente alcune tecniche stanno diventando rapidamente obsolete altre, che richiedono un contatto più personale ed una partecipazione più “immersiva” e coinvolgente da parte dei ricercatori impegnati diventano sempre più interessanti.

Ecco dunque una rassegna di metodi e tecniche che usiamo abitualmente, sia all’interno di progetti più vasti, sia isolatamente, per raccogliere e restituire adeguate informazioni alla committenza (NGT, Focus group, Delphi, survey web), per sostenere i processi di consulenza strategica, di innovazione sociale, per attivare processi partecipativi di cambiamento ed esplorazione del futuro possibile.

Il primo gruppo riguarda prioritariamente metodi e tecniche tipici della ricerca sociale che supportano processi di generazione di conoscenza e presa di decisione ma che possono comunque contribuire anche a generare processi di apprendimento e di relazione:

Il secondo gruppo riguarda metodi e tecniche più prossimi all’esigenza di creare condivisione, motivazione, partecipazione e cambiamento anche se posso essere usati per la raccolta di informazioni buone per la ricerca sociale, per supportare i processi decisionale e di pianificazione strategica.

Il buon uso di ognuna di queste tecniche e metodi richiede la messa in campo di adeguate conoscenze e competenze; la loro efficacia è direttamente connessa al riconoscimento dei limiti e delle risorse del contesto di applicazionea; la coerenza tra finalità che si intendno perseguire e scelta della tecnica più adeguata ne determina il successo o il fallimento.

Metodi e Tecniche

Nessuna tecnica e nessun metodo, in sè, sono in grado di garantire il successo se il loro utilizzo non è inquadrato all’interno di una progettualità e/o di una strategia all’interno della quale acquistano senso. Ognuna, con le dovute cautele, può essere utilizzato all’interno di piani e progetti diversamente finalizzati che vadano oltre lo stretto ambito della ricerca sociale: consulenza strategica, innovazione sociale, marketing, valutazione, cambiamento sociale, pianificazione, formazione si prestano bene all’utilizzo di queste tecniche purché esse siano ben incardinate all’interno di un  disegno integrato e di un processo di sviluppo coerente.

l rigore nell’applicazione del metodo è garanzia della qualità dei risultati e condizione perchè dal confronto tra gli utilizzatori possa essere generato apprendimento collettivo.

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