Appreciative Inquiry

Come avviare e sostenere un processo di cambiamento all’interno di comunità, gruppi e organizzazioni?

Il cambiamento è spesso bloccato da paure, timori, pregiudizi negativi; esso è invece favorito dall’entusiasmo, dalla soddisfazione, dal gusto della scoperta e dal piacere di esplorare cose nuove.

Esiste una tecnica che punta tutto sugli stati positivi, sulla valorizzazione di ciò che produce gratificazione e soddisfazione nelle persone.

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AI

Appreciative Inquiry (AI) è un particolare tipo di ricerca cooperativa e coevolutiva, fortemente orientata a produrre cambiamento, che si fonda sulla scoperta e sull’apprezzamento  di quanto di meglio si trova tra le persone, le loro organizzazioni e l’ambiente in cui esse sono collocate; l’indagine elogiativa comporta la sistematica scoperta di ciò che ispira la vita in una organizzazione o una comunità facendola più forte in termini economici, ecologici, umani.

Il metodo parte dal presupposto che  le scienze sociali possono avere un ruolo positivo e non solo critico; da per scontato che la costruzione sociale della realtà sia un dato di fatto, e riconosce che metafore e narrazioni sono importanti per la generazione di conoscenza, di teorie e di cambiamento. L’approccio tende a focalizzare diversamente l’attenzione spostandola dalla diagnosi al disegno, dalla critica al sogno, dalla negazione alla scoperta, dal problem solving all’apprezzamento di ciò che è positivo.

La teoria è stata elaborata da David Cooperrider e Suresh Srivavsta nel 1986 ed ha trovato applicazione in numerosi contesti che vanno dalle organizzazioni profit alla valutazione, dai cambiamenti nelle comunità al non profit.

Quando usarla

A.I. concentra l’attenzione sul versante positivo della vita organizzativa: si suppone infatti che le organizzazioni   siano meccanismi per soddisfare bisogni (umani e) sociali, che agiscono in contesti ambientali che pongono limiti differenti per la presenza del mercato, della gerarchia, dei piani e degli scambi tra le persone. L’uso più indicato dell’A.I. si ha quando l’obiettivo è quello di creare le condizioni migliori per attivare un processo collettivo di cambiamento mettendo a fuoco le condizioni cognitive ed emotive che lo favoriscono. Tra i campi di applicazione più diffusi sono da ricordare la pianificazione strategica, i progetti di cambiamento organizzativo, la fusione di aziende, i programmi di sviluppo locale, la costruzione di reti, il miglioramento della motivazione, la risoluzione di conflitti tra gruppi o reparti dell’organizzazione.

Come funziona in sintesi?

A.I. parte dalla scelta di una serie di temi positivi e si sviluppa attraverso 4 fasi consequenziali. Questa scelta coinvolge una sezione trasversale di persone, provenienti da tutta l’organizzazione, progredisce attraverso interviste preliminari e spinge le persone a riformulare, a re- inquadrare problemi negativi in temi positivi per l’indagine. Il lavoro si fonda sul riconoscimento del nucleo positivo della vita organizzativo e comunitaria che potrebbe riguardare ad esempio: buoni risultati raggiunti, opportunità strategiche, prodotti e servizi forti, beni, risorse tecniche, innovazioni che fanno breccia, pensieri e riflessioni elevati, pratiche eccellenti di affari, emozioni positive, buonsenso, saggezza organizzativa, competenze chiave, tradizioni vitali, valori vissuti, macrotrends positivi, capitale sociale, spirito collettivo, conoscenza radicata, beni finanziari, fiducia dei clienti, catene di valore aggiunto e così via.

AI

 

La prima fase è la scoperta: è aperta a tutti e in linea di principio ognuno può partecipare, il mezzo che si utilizza è l’intervista apprezzata; la rilevazione consente di ricostruire la cultura organizzativa e l’orientamento che le persone hanno verso di sé, verso gli altri e verso il loro lavoro.

La seconda è il sogno ed è finalizzato ad ingaggiare il sistema in modo da muoverlo dallo status quo ad una nuova visione vitale del futuro; gli strumenti usati sono interviste, storie, intuizioni, mappe; le narrazioni raccolte costituiscono il punto di partenza per visioni del futuro organizzativo e sono la base per la co-progettazione delle attività e dei processi organizzativi che conducono verso prospettive di miglioramento.

La terza fase è il disegno e si interroga sul modo di progettare (o riprogettare) l’organizzazione per massimizzare le qualità positive chiave e indirizzare verso la realizzazione dei sogni; si interroga inoltre sui modi in cui l’organizzazione può supportare gli interessi degli stakeholder on attenzione particolare alle persone e all’ambiente oltre che al profitto.

L’ultima fase è la realizzazione, la concretizzazione operativa dove si definiscono le finalità e le misure necessarie al raggiungimento della visione a breve e medio termine e le azioni concrete da svolgere.

Consulenti e partecipanti

E’ ampiamente condiviso che il soffermarsi sul positivo alimenta la motivazione negli individui e favorisce il senso di appartenenza e l’integrazione. Mediante l’A.I, le persone diventano felici (o meno contrarie) nel contribuire a nuove idee e azioni, mettendo in campo uno spirito più costruttivo. Ma per ottenere questo risultato serve una particolare attenzione nell’organizzare la ricerca che è fortemente basata sulla partecipazione diretta. Il processo prevede la presenza di 4 funzioni chiave: la leadership, i consulenti, il gruppo, i partecipanti: ognuno di essi riveste un ruolo  importante e ha delle responsabilità precise. I partecipanti possono essere immaginati come degli “studiosi” della vita organizzativa; la squadra di supporto è selezionata da diversi ambienti organizzativi ed è composta da soggetti con differenti esperienze e responsabilità; i consulenti sono agenti interni che intervistano, facilitano, indagano; infine i leader, l’alta direzione, sono gli sponsor che credono fermamente nell’indagine. Momento essenziale dell’integrazione di tutti questi attori sono le riunioni collettive.

Luogo e tempi

Solitamente l’indagine elogiativa coinvolge molte persone, a volte centinaia in un processo partecipativo che può durare anche qualche giornata. Il luogo dunque deve essere ampio, accogliente, dotato delle installazioni necessarie per scrivere e prendere appunti rendendo ben visibile i materiali testuali generati durante le interazioni.

Raccolta e trattamento dati

Le informazioni che emergono dall’indagine possono essere raccolte in molti modi: documento scritto, documento digitale, audio e video in funzione dei vincoli, delle risorse e degli obiettivi della ricerca. Particolarmente interessanti sono i cartelloni su cui si raccolgono schemi, disegni, frasi, fumetti, parole (etc.) e quant’altro possa servire a rappresentare visivamente già che emerge dalle discussioni. Il trattamento dei dati raccolti è finalizzato sia a valorizzare e conservare questo materiale in quanto fonte documentale primaria sia a produrre uno o più rappori sintetici nei quali saranno raccolte conclusioni, suggerimenti e raccomandazioni.

Criteri di valutazione di una Indagine Elogiativa

Scopo primario dell’A.I. è quello di attivare processi di cambiamento facendo leva su tutto ciò che è positivo.  Per ottenere questo obiettivo è necessario rispettare alcune regole che determinano la qualità complessiva dell’indagine. In particolare si suggerisce di verificare:

  • la composizione del campione di partecipanti che deve essere coerente rispetto agli scopi dell’intervento
  • La motivazione dei partecipanti che deve essere indotta e sostenuta
  • l’accuratezza con cui sono posti i temi e le questioni
  • l’accuratezza e la tempestività con cui sono raccolte e valorizzate le informazioni emergenti
  • l’adeguatezza del luogo e della strumentazione presente
  • la costanza del conduttore nel mantenere un clima costruttivo sempre positivo
  • la soddisfazione dei partecipanti a fine percorso
  • Il numero di soluzioni realmente attivate dopo la conclusione dell’indagine elogiativa.

Il rispetto di tali criteri è finalizzato a garantire e controlalre sia la qualità complessiva dell’intervento sia la possibilità di controllo intersoggettivo in modo che una buona rendicontazione di quanto accaduto possa contribuire a mantenere alta la motivazione e a realizzare quanto emerso.

 

Risorse e bibliografia

Il Centro per l’Appreciative Inquiry

Appreciative Inquiry Commons materiali e risorse 

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