Brainstorming

Come potete trovare soluzioni creative ai vostri problemi e alle sfide che avete di fronte?

Dal confronto libero di più punti di vista, dalla libera associazione di idee espresse liberamente da molte persone possono nascere grandi cose

Poche ore di lavoro di gruppo ben organizzato in una sessione di BRAINSTORMING sono sufficienti per trovare soluzioni creative,  individuare punti vista alternativi e modi differenti di guardare le cose, esplorare nuovi concetti e possibilità

 

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Brainstorming

Il Brainstorming è una tecnica qualitativa per la produzione di idee basata sulla interazioni diretta tra un gruppo di soggetti che lavorano in presenza, coordinati da un facilitatore.  Questa tecnica è forse la più nota tra le tecniche creative che sono comunemente usate per generare velocemente nuove idee.

Quando utilizzare la tecnica?

Il brainstorming è adatto in tutti quei casi in cui l’obiettivo della ricerca è finalizzato all’esplorazione di soluzioni creative, alla comprensione del significata di concetti complessi, alla risoluzione di problemi valorizzando differenti punti di vista e prospettive.

Come funziona in sintesi?

Il brainstorming è una tecnica che favorisce il pensiero laterale e che prevede la messa tra parentesi del senso comune, un atteggiamento positivo e l’apertura verso gli altri. La chiave del successo di un Brainstorming risiede innanzitutto nella chiarezza degli obiettivi, nella puntualità con cui vengono attribuiti i compiti e fatte rispettare le regole del gioco. La tecnica può essere usata sia come evento singolo all’interno di processi più strutturati; per specifici scopi di ricerca si può organizzare un intera campagna di brainstorming coinvolgendo target differenti.

Disegno di un brainstorming 

Una sessione di brainstorming può essere articolato in tre fasi successive che richiedono sempre una forte concentrazione del gruppo: fase creativa, fase classificatoria, fase valutativa. La prima fase inizia con la esplicitazione delle regole e prosegue con l’esposizione delle idee da parte dei partecipanti: queste vengono scritte su una lavagna o un supporto che ne renda visibile a tutti i partecipanti l’elenco man mano che esso viene formandosi (consigliato l’uso di un word processor o meglio ancora di un programma mind mapping che consenta la creazione di mappe concettuali; possibile l’uso di post-it sui quali scrivere la idee); questa fase termina quando è chiaro che il gruppo non ha più nulla da dire. Nella seconda fase l’obiettivo è quello di fare ordine nel materiale precedentemente espresso, ad esempio aggregando items diversi secondo specifiche modalità di organizzazione che possono essere scelte al momento oppure individuate a priori. Nella terza fase si procede alla costruzione di una sintesi condivisa eliminando ridondanze, e componendo le diverse voci a differenti livelli di astrazione se necessario.

Le regole del brainstorming

L’intervallo temporale in cui si realizza la fase creativa del  brainstorming rappresenta una interruzione rispetto al tempo della quotidianità caratterizzato dal dominio del senso comune; durante questo lasso di tempo sono fatte valere una serie di regole caratteristiche la cui applicazione inizia e finisce con il brainstorming:

  • qualsiasi cosa emerga dai partecipanti, purché coerente con il tema, è ben accetta;
  • l’idea è indipendente da chi la propone;
  • si privilegia la quantità rispetto alla qualità;
  • l’idea deve essere espressa in forma breve e concisa evitando perifrasi e lunghe spiegazioni
  • le associazioni di idee che nascono dalle interazioni verbali sono benvenute;
  • la critica è sempre esclusa, ogni censura è abilità ed anzi viene richiesta la massima libertà di espressione compatibilmente con il tema e l’obiettivo fissato.

Analisi e critica eventuale di quanto emerso sono demandate alle successive fasi classificatoria e  valutativa che seguono la fase propriamente creativa caratterizzata dalle regole menzionate.

Partecipanti e facilitatore.

Il numero di partecipanti indicato come ottimale è compreso tra 7 e 12 dipendendo questa numerosità dall’oggetto di discussione e dallo scopo dello studio. Un numero più basso tende a non favorire le dinamiche creative del gruppo mentre un numero troppo alto diventa rapidamente dispersivo, non tutti riescono ad esprimersi e quindi subentra facilmente la frustrazione. I criteri di inclusione sono decisi dal ricercatori in base alle limitazioni del contesto e in funzione dello specifico scopo della ricerca. La composizione del gruppo influisce molto sull’andamento e sul clima della riunione: in alcuni casi, specie quando si lavora all’interno di organizzazioni ben strutturate, non è consigliabile mettere insieme nello stesso gruppo persone con grado gerarchico differente o caratterizzato da forte disparità di status professionale.

Il ruolo del facilitatore è fondamentale; egli deve saper cogliere gli elementi di novità nelle idee che vengono espresse, stimolare il gruppo nel caso si interrompa il processo generativo, non manifestare mai con segni verbali o paraverbali gradimento o rifiuto di certe idee (a meno che non siano chiaramente fuori tema). Deve tassativamente far rispettare le regole intervenendo con tatto laddove esse vengano violate e registrare correttamente i vari contributi.

Luogo e durata

Tipicamente un brainstorming ha un durata compresa tra 30 minuti e 2 ore. Esso può essere condotto in diversi luoghi purché in un ambiente accogliente ed ospitale; ambienti relativamente contenuti favoriscono l’interazione mentre ambienti troppo grandi tendono a disperderla. la disposizione a ferro di cavallo è suggerita poiché consente sia l’interazione faccia a faccia sia la visione di quanto sta emergendo (su lavagna o schermo).  Il luogo deve essere riservato, non disturbato da rumori o da passaggi di persone e deve consentire la registrazione audio/video.

Raccolta e trattamento dei dati

Può essere utile registrare l’intera seduta informando prima i partecipanti che si sta usando il registratore ed ottenendone il consenso; la necessità di scrivere in modo chiaro suggerisce la presenza di due moderatori: l’uno per la conduzione e sintesi finale di quanto emerso l’altro per scrivere le informazioni durante la fase creativa e contribuire ad  organizzarle durante le fasi classificatoria e valutativa.

Il rapporto conclusivo (necessario) è solitamente organizzato attorno alle categorie che sono state scelte per ordinare i materiali grezzi e comporta una chiara ma sintetica descrizione degli elementi salienti emersi (in particolare se vengono usate parole chiave o forme espressive particolarmente succinte).

Criteri di valutazione della qualità di un brainstorming

Scopo di ogni brainstorming è quello di produrre idee innovative che possano aiutare a risolvere specifici problemi o ad esplorare particolari concetti. Per valutare la qualità delle informazioni  così raccolte possono essere intraprese diverse azioni  tese a verificare:

  • l’accuratezza con cui sono state presentate le regole da parte del facilitatore;
  • il rispetto delle regole durante la sessione di lavoro da parte dei partecipanti;
  • la partecipazione dei soggetti;
  • la motivazione dei partecipanti;
  • la qualità dell’ambiente dove si svolge l’incontro (clima, spazi, strumentazione);
  • la varietà delle idee scaturite dal lavoro creativo;
  • la buona descrizione degli item condivisi;
  • l’accuratezza del lavoro di pulitura e di ordinamento degli items emersi;
  • la comprensibilità e la chiarezza del rapporto conclusivo.

Il rispetto di tali criteri è finalizzato a garantire che altri soggetti (ad esempio la committenza o altri ricercatori) abbiano la possibilità di verificare la bontà delle conclusioni riportate nel rapporto conclusivo.

 

Collegamenti e bibliografia

Claudio Bezzi, Il nuovo disegno della ricerca valutativa, Franco Angeli

Claudio Bezzi, Il brainstorming. Pratica e teoria, Franco Angeli

De Bono Edward, Essere creativi, Il Sole24Ore, 1998

De Bono Edward, Creatività per tutti, BUR, 2005

Michael Michalko, Strumenti per la creatività, NLP Italy